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February 22 Hello folks!Ciao gente, sono stanchissima! oggi, grazie a Dio, è finita un'altra pallosissima giornata in laboratorio, fino alle sei di sera a confrontare sequenze di aminoacidi.....nn ne potevo più!!!E poi il treno era pure in ritardo e aveva il riscaldamento a palla!!sono arrivata a Tortona che parevo un pollo allo spiedo....nn immaginate neanche che bella sensazione sia trovarsi finalmente a casa!!Buon weekend a tutti!!Siete fantastici, abbiamo superato le 300 visite!! February 17 ...Splendidi esseri di luce, nostri compagni di sempre...
Gli Angeli non hanno un involucro materiale come
noi, ma sono occhi che vedono,
In passato gli Angeli hanno goduto di enorme fortuna, che si è espressa non solo attraverso la riflessione propriamente teologica, ma anche e soprattutto attraverso le leggende, la letteratura, l'arte. Mentre nei tempi antichi, un Angelo era considerato l'incarnazione di Dio, la manifestazione fisica della Sua parola, già nel diciassettesimo secolo, secondo la Chiesa, il ruolo degli Angeli non era più primario per la salvezza dell'uomo, in quanto tale mediazione era stata ormai definitivamente affidata a Cristo. L'unica funzione rimasta loro era quella di guidarci con la volontà e l'intelletto, dirigendo in maniera invisibile le nostre azioni. Negli ultimi decenni, invece, sono stati posti tra i ricordi, dolci e nostalgici, dell'infanzia. Pare, quasi, che gli Angeli siano praticamente assenti nella teologia del nostro secolo, secondo la quale essi sembrano far parte di quelle mitologie del cristianesimo che vanno eliminate. Per fortuna, in questi ultimi anni si è manifestata una decisa controtendenza: gli Angeli stanno ritornando "alla ribalta" suscitando un appassionato interesse in ogni parte del mondo. Attualmente gli Angeli costituiscono una delle figure che più di sovente si incontrano allorché si parla della dimensione divina. Essi, infatti sono gli abitanti del regno intermedio tra Dio e l'uomo, e come tali colmano un vuoto. Va notato che l'esistenza degli Angeli è stata riconosciuta come "articolo di fede" dal IV Concilio Lateranense del 1215. Gli Angeli, sono comuni alle varie fedi; essi vengono chiamati spesso, anche in Occidente, col nome di "Deva". E' questo un termine che, nella mitologia orientale e in particolare in quella vedica e buddista, designa spiriti benigni, di natura Angelica; deriva dal sanscrito daiva, che significa "risplendente", "essere di luce" e indica la divinità. Nella cultura orientale ogni cosa, dalla formica alla cascata, da un sasso ad un pianeta, è affidata alla tutela di un Deva, che ne ha curato la costruzione e la mantiene nel tempo. Il termine "Angelo" viene, invece, preferibilmente riservato agli esseri che si occupano dell'uomo. Il loro compito è quello di manifestare, preservare e assecondare l'ordine e il progetto divino che pervadono l'universo: essi sono anzitutto portatori della Legge Suprema e come tali ci seguono, ci custodiscono, ci aiutano. .:: L'IMPORTANZA DEGLI ANGELI ::.Gli Angeli sono necessari?La mentalità moderna sembra incontrare una notevole difficoltà ad ammettere l'esistenza e la missione degli Angeli. In genere è portata a vedere in essi la creazione di una mentalità religiosa piuttosto primitiva, che sentì il bisogno di introdurre questa credenza per un senso esagerato della trascendenza divina e per un bisogno di protezione di fronte a forze oscure (naturali, demoniache) da cui l'uomo si sentiva minacciato.Questa concezione mitica del mondo Angelico sembra esercitare un certo influsso anche sui credenti, e ciò in due direzioni opposte. Talora essa alimenta una credenza eccessiva negli spiriti celesti (specie per quello che riguarda i demoni), che tende a forme superstiziose o morbose. Altre volte invece la mentalità moderna blocca ogni forma di credenza e, conseguentemente, di devozione. Nel rapporto con Dio gli Angeli finiscono quindi con l'apparire del tutto superflui, se non addirittura di ostacolo. A ben vedere, quest'ultima è la medesima difficoltà che non raramente si osserva nei riguardi della devozione per i santi. Essa può essere risolta appellandosi all'esperienza della natura sociale dell'uomo. Questi - sul piano puramente umano - non nasce, non cresce, non matura se non è in relazione con altri uomini, senza la dimensione sociale è impensabile quella umana. Questa considerazione, svela l'importanza della presenza di mediatori tra Dio e l'uomo, quali sono appunto gli Angeli (e i santi). Essi costituiscono una dimensione sociale soprannaturale senza la quale sarebbe impossibile la crescita armonica della personalità religiosa del credente. Infatti, grazie ad essi, noi cresciamo con una coscienza viva della vicinanza di Dio, dell'efficacia della Sua provvidenza, del nostro inserimento in un ordine di vita che non è puramente umano. Siamo convinti dell'importanza della devozione per gli Angeli. In essa ravvisiamo, come già accennato, un potente stimolo capace di renderci familiari le realtà soprannaturali; ciò, in un mondo come il nostro proteso soprattutto verso quanto è materiale o puramente umano, costituisce un potente tonificante per la coscienza cristiana. Tale funzione viene poi esercitata sia perché questa devozione coglie gli Angeli come strumenti di cui Dio si serve per realizzare i suoi disegni salvifici, sia perché li mostra come perfetti adoratori di Dio. Né è da credere che la devozione verso gli Angeli non sia in sintonia con la pietà cristiana nella quale - come è noto - occupa posizione centrale Gesù, il Figlio di Dio incarnato. La prova più convincente di tale sintonia è il fatto che Cristo stesso, nei momenti decisivi della vita terrena, sperimentò la presenza soccorritrice degli Angeli e che questi furono gli annunciatori della sua incarnazione e della sua risurrezione. Gli Angeli sono messaggeri di un potere superioreGli Angeli, sono messaggeri di un potere superiore. Anche se, fino a questo momento, non siamo stati consapevoli della loro esistenza, del loro influsso benefico determinante sulla nostra vita, essi hanno sempre cercato di aiutarci a trovare le soluzioni migliori ai vari problemi che abbiamo incontrato. Gli Angeli non possono forzare la nostra volontà, possono soltanto suggerirci i comportamenti da seguire.
Gli Angeli, quando prendiamo coscienza
della loro presenza, pur lasciandoci liberi di agire, intervengono nella
nostra vita pratica quotidiana in modo evidente e reale. Taluni,
attraverso l'orazione e la meditazione, sono persino giunti a udire le
loro voci o vederli sotto forma di globi di cristallo che emanano
un'intensa Luce Dorata, arricchita dalla sfumatura di colore
caratteristica di ognuno di Essi.
Il numero degli Angeli è immenso. I testi sacri delle varie religioni, riferendosi a essi, parlano di schiere, legioni, eserciti. Le cifre in proposito sono discordanti: si va da cent ...Splendidi esseri di luce, nostri compagni di sempre...
Gli Angeli non hanno un involucro materiale come
noi, ma sono occhi che vedono,
In passato gli Angeli hanno goduto di enorme fortuna, che si è espressa non solo attraverso la riflessione propriamente teologica, ma anche e soprattutto attraverso le leggende, la letteratura, l'arte. Mentre nei tempi antichi, un Angelo era considerato l'incarnazione di Dio, la manifestazione fisica della Sua parola, già nel diciassettesimo secolo, secondo la Chiesa, il ruolo degli Angeli non era più primario per la salvezza dell'uomo, in quanto tale mediazione era stata ormai definitivamente affidata a Cristo. L'unica funzione rimasta loro era quella di guidarci con la volontà e l'intelletto, dirigendo in maniera invisibile le nostre azioni. Negli ultimi decenni, invece, sono stati posti tra i ricordi, dolci e nostalgici, dell'infanzia. Pare, quasi, che gli Angeli siano praticamente assenti nella teologia del nostro secolo, secondo la quale essi sembrano far parte di quelle mitologie del cristianesimo che vanno eliminate. Per fortuna, in questi ultimi anni si è manifestata una decisa controtendenza: gli Angeli stanno ritornando "alla ribalta" suscitando un appassionato interesse in ogni parte del mondo. Attualmente gli Angeli costituiscono una delle figure che più di sovente si incontrano allorché si parla della dimensione divina. Essi, infatti sono gli abitanti del regno intermedio tra Dio e l'uomo, e come tali colmano un vuoto. Va notato che l'esistenza degli Angeli è stata riconosciuta come "articolo di fede" dal IV Concilio Lateranense del 1215. Gli Angeli, sono comuni alle varie fedi; essi vengono chiamati spesso, anche in Occidente, col nome di "Deva". E' questo un termine che, nella mitologia orientale e in particolare in quella vedica e buddista, designa spiriti benigni, di natura Angelica; deriva dal sanscrito daiva, che significa "risplendente", "essere di luce" e indica la divinità. Nella cultura orientale ogni cosa, dalla formica alla cascata, da un sasso ad un pianeta, è affidata alla tutela di un Deva, che ne ha curato la costruzione e la mantiene nel tempo. Il termine "Angelo" viene, invece, preferibilmente riservato agli esseri che si occupano dell'uomo. Il loro compito è quello di manifestare, preservare e assecondare l'ordine e il progetto divino che pervadono l'universo: essi sono anzitutto portatori della Legge Suprema e come tali ci seguono, ci custodiscono, ci aiutano. .:: L'IMPORTANZA DEGLI ANGELI ::.Gli Angeli sono necessari?La mentalità moderna sembra incontrare una notevole difficoltà ad ammettere l'esistenza e la missione degli Angeli. In genere è portata a vedere in essi la creazione di una mentalità religiosa piuttosto primitiva, che sentì il bisogno di introdurre questa credenza per un senso esagerato della trascendenza divina e per un bisogno di protezione di fronte a forze oscure (naturali, demoniache) da cui l'uomo si sentiva minacciato.Questa concezione mitica del mondo Angelico sembra esercitare un certo influsso anche sui credenti, e ciò in due direzioni opposte. Talora essa alimenta una credenza eccessiva negli spiriti celesti (specie per quello che riguarda i demoni), che tende a forme superstiziose o morbose. Altre volte invece la mentalità moderna blocca ogni forma di credenza e, conseguentemente, di devozione. Nel rapporto con Dio gli Angeli finiscono quindi con l'apparire del tutto superflui, se non addirittura di ostacolo. A ben vedere, quest'ultima è la medesima difficoltà che non raramente si osserva nei riguardi della devozione per i santi. Essa può essere risolta appellandosi all'esperienza della natura sociale dell'uomo. Questi - sul piano puramente umano - non nasce, non cresce, non matura se non è in relazione con altri uomini, senza la dimensione sociale è impensabile quella umana. Questa considerazione, svela l'importanza della presenza di mediatori tra Dio e l'uomo, quali sono appunto gli Angeli (e i santi). Essi costituiscono una dimensione sociale soprannaturale senza la quale sarebbe impossibile la crescita armonica della personalità religiosa del credente. Infatti, grazie ad essi, noi cresciamo con una coscienza viva della vicinanza di Dio, dell'efficacia della Sua provvidenza, del nostro inserimento in un ordine di vita che non è puramente umano. Siamo convinti dell'importanza della devozione per gli Angeli. In essa ravvisiamo, come già accennato, un potente stimolo capace di renderci familiari le realtà soprannaturali; ciò, in un mondo come il nostro proteso soprattutto verso quanto è materiale o puramente umano, costituisce un potente tonificante per la coscienza cristiana. Tale funzione viene poi esercitata sia perché questa devozione coglie gli Angeli come strumenti di cui Dio si serve per realizzare i suoi disegni salvifici, sia perché li mostra come perfetti adoratori di Dio. Né è da credere che la devozione verso gli Angeli non sia in sintonia con la pietà cristiana nella quale - come è noto - occupa posizione centrale Gesù, il Figlio di Dio incarnato. La prova più convincente di tale sintonia è il fatto che Cristo stesso, nei momenti decisivi della vita terrena, sperimentò la presenza soccorritrice degli Angeli e che questi furono gli annunciatori della sua incarnazione e della sua risurrezione. Gli Angeli sono messaggeri di un potere superioreGli Angeli, sono messaggeri di un potere superiore. Anche se, fino a questo momento, non siamo stati consapevoli della loro esistenza, del loro influsso benefico determinante sulla nostra vita, essi hanno sempre cercato di aiutarci a trovare le soluzioni migliori ai vari problemi che abbiamo incontrato. Gli Angeli non possono forzare la nostra volontà, possono soltanto suggerirci i comportamenti da seguire.
Gli Angeli, quando prendiamo coscienza
della loro presenza, pur lasciandoci liberi di agire, intervengono nella
nostra vita pratica quotidiana in modo evidente e reale. Taluni,
attraverso l'orazione e la meditazione, sono persino giunti a udire le
loro voci o vederli sotto forma di globi di cristallo che emanano
un'intensa Luce Dorata, arricchita dalla sfumatura di colore
caratteristica di ognuno di Essi.
Il numero degli Angeli è immenso. I testi sacri delle varie religioni, riferendosi a essi, parlano di schiere, legioni, eserciti. Le cifre in proposito sono discordanti: si va da centomila fino ai quarantanove milioni della Cabala ebraica. L'evoluzione degli AngeliUn essere umano può cadere molto in basso e soffrire, come il Figliuol Prodigo. Ma quando ritorna alla casa del Padre, il suo guadagno è di gran lunga maggiore a quello di un Arcangelo. Poiché l'Arcangelo possiede tutto, meno la facoltà di misurare e confrontare.Nella parabola del Figliol Prodigo (Luca 15:11-32), il padre dà al figlio ritornato un anello. Tale anello simboleggia il dominio sul tempo e sullo spazio, un cerchio senza inizio e senza fine (l'eternità). Suo fratello (un Angelo) che mai lasciò la casa del padre, si lamenta che nulla a lui viene offerto, a premio per la sua obbedienza. Ma il dono al Figliol Prodigo è ben meritato, per quanto ha faticato, a lungo e duramente, nel Mondo della materia, dove vi è libertà di scelta e gli errori si pagano in prima persona... magari dopo qualche vita.
Si ringrazia http://www.viviamoinpositivo.org per parte del materiale di questa pagina omila fino ai quarantanove milioni della Cabala ebraica. L'evoluzione degli AngeliUn essere umano può cadere molto in basso e soffrire, come il Figliuol Prodigo. Ma quando ritorna alla casa del Padre, il suo guadagno è di gran lunga maggiore a quello di un Arcangelo. Poiché l'Arcangelo possiede tutto, meno la facoltà di misurare e confrontare.Nella parabola del Figliol Prodigo (Luca 15:11-32), il padre dà al figlio ritornato un anello. Tale anello simboleggia il dominio sul tempo e sullo spazio, un cerchio senza inizio e senza fine (l'eternità). Suo fratello (un Angelo) che mai lasciò la casa del padre, si lamenta che nulla a lui viene offerto, a premio per la sua obbedienza. Ma il dono al Figliol Prodigo è ben meritato, per quanto ha faticato, a lungo e duramente, nel Mondo della materia, dove vi è libertà di scelta e gli errori si pagano in prima persona... magari dopo qualche vita.
Si ringrazia http://www.viviamoinpositivo.org per parte del materiale di questa pagina Abbiamo raggiunto quasi 200 visite!! <a href="http://www.makeyourspace.com/myspace_generators/trippy_text/"><img src="http://1.UploadMirror.com/uploaded/1/426/trippy_text_02_17_2008_04_54_39_14575.gif" border="0" alt="http://www.makeyourspace.com/myspace_generators/trippy_text/ - MakeYourSpace.com - MySpace Generators - Trippy Text"></a><br><a href="http://www.makeyourspace.com/myspace_generators/trippy_text/">MakeYourSpace.com - MySpace Layouts</a>Abbiam Tessuti meristematici vegetali Meristematici Le piante sono degli organismi a crescita indefinita che, a differenza degli animali, continuano a crescere per tutta la loro vita. Ciò è possibile perchè possiedono dei tessuti le cui cellule si possono dividere indefinitamente: sono i meristemi. Le cellule derivate dai meristemi, innanzi tutto crescono di dimensioni (crescita per distensione) e poi si differenziano, acquisendo forme e funzioni diverse. I tessuti meristematici si possono dividere in primari e secondari. I meristemi primari si trovano all'apice dei fusti e delle radici di tutte le piante; l'allungamento di questi organi dipende proprio dalla produzione ordinata di nuove cellule nei meristemi apicali e dalla crescita per distensione delle cellule prodotte. Le cellule dei meristemi primari sono piccole, isodiametriche, con parete sottile; il nucleo occupa buona parte del volume cellulare e il citoplasma è denso con vacuoli molto piccoli, numerosissimi ribosomi, ed un corredo completo di organelli (proplastidi, mitocondri,..). I meristemi secondari sono localizzati nelle parti legnose dei fusti e delle radici e quindi si trovano solo nelle Gimnosperme e nelle Dicotiledoni legnose. Essi sono il cambio cribrovascolare e il cambio subero-fellodermico. Il primo, più interno, produce i tessuti di conduzione, legno e libro, indispensabili per la crescita della pianta ed è responsabile dell'aumento in spessore, l'accrescimento secondario, dei fusti e delle radici. Il secondo, esterno, produce il sughero, il tessuto di protezione che si sostituisce all'epidermide nelle zone in struttura secondaria. Questi due meristemi si definiscono "secondari" perchè derivano, per la maggior parte, da cellule adulte che hanno riacquistato la capacità di dividersi, e che sono organizzate in modo diverso rispetto a quelle dei meristemi primari, conservando alcuni caratteri tipici delle cellule adulte: molte sono allungate e contengono dei grossi vacuoli. dove tutti i pettegoli sono i benvenuti....
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